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	<title>cogito ergo sum...penso dunque sono</title>
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		<title>Tribunale italiano riconosce i danni da vaccino “morbillo, parotite, rosolia”</title>
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		<pubDate>Fri, 24 May 2013 15:30:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Medicina]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>

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		<description><![CDATA[Risarcito bambino autistico in seguito a danni da vaccino trivalente (morbillo, parotite, rosolia – MPR). Molti genitori non ci pensano due volte a sottoporre i propri figli alle vaccinazioni di routine fortemente sostenute dal sistema sanitario nazionale. Questa decisione, però, ha cambiato la vita di molti più bambini di quanto si possa immaginare. Molti attivisti [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1><strong style="font-size: 13px"><a href="http://www.signoraggio.it/wp-content/uploads/2013/05/siringa1.jpg"><img class="alignleft" alt="vaccino" src="http://www.signoraggio.it/wp-content/uploads/2013/05/siringa1.jpg" width="300" height="217" /></a>Risarcito bambino autistico in seguito a danni da vaccino trivalente (morbillo, parotite, rosolia – MPR).</strong></h1>
<p>Molti genitori non ci pensano due volte a sottoporre i propri figli alle vaccinazioni di routine fortemente sostenute dal sistema sanitario nazionale. Questa decisione, però, ha cambiato la vita di molti più bambini di quanto si possa immaginare.</p>
<p>Molti attivisti mi accusano di non battermi contro tutti i vaccini, indiscriminatamente. Personalmente ritengo che sia più importante investire del tempo per educare se  stessi a valutare i benefici e i rischi potenziali di ogni vaccino e prendere decisioni consapevoli prima di vaccinarsi.</p>
<p>Anche se alcuni vaccini sembrano essere più sicuri di altri, è importante rendersi conto che ogni vaccinazione comporta un certo grado di rischio; questi rischi sono collegati a fattori biologici, ambientali, alla tempistica e ai tipi di vaccino somministrato. I rischi di vaccinazione possono  aumentare esponenzialmente  con il richiamo della vaccinazione specialmente se si ha già avuto una reazione alla precedente vaccinazione o quando vengono somministrati vaccini multipli contemporaneamente.</p>
<p>Ci sono vaccini che storicamente sono stati associati a maggiori effetti collaterali rispetto ad altri e la combinazione morbillo, parotite e rosolia – MPR – è uno di quelli.<br />
Dei rischi sulla salute collegati a questo vaccino se ne parla da oltre 15 anni e, recentemente, un tribunale italiano ha riconosciuto che il vaccino MPR ha causato l’autismo in un bambino di nove anni che soffriva di infiammazione cerebrale e danni permanenti al cervello in seguito alla vaccinazione.</p>
<p>Valentino Bocca è stato vaccinato con MPR nel 2004, all’età di 15 mesi. Secondo i suoi genitori, il cambiamento del suo comportamento è stato immediato. Quella stessa notte egli rifiutò di mangiare e ebbe diarrea. La situazione peggiorò rapidamente tanto che in pochi giorni non era più in grado di mettere un cucchiaio in bocca e passava le notti a piangere dal dolore. I genitori sospettarono immediatamente della vaccinazione ma gli fu detto che era “impossibile”. Valentino è regredito progressivamente e ha ricevuto la diagnosi di autismo un anno dopo.</p>
<p>In ultima analisi, il Ministero della Salute italiano, ha riconosciuto l’errata diagnosi iniziale del pediatra, ammettendo che il vaccino era la causa del danno. Il tribunale di Rimini, recentemente, ha riconosciuto alla famiglia Bocca una rendita per 15 anni per un totale di €174.000 come risarcimento, oltre alle spese processuali,  dichiarando che Valentino “è stato danneggiato da complicanze irreversibili a causa di vaccinazione (profilassi trivalente MPR) (<a href="http://www.blogtecnologiedibenessere.com/Doc_da_scaricare/SENTENZA-TRIB._LAV.RIMINI.Marzo_2012.pdf">copia sentenza)”</a>. Secondo un articolo pubblicato sul quotidiano britannico, <a href="http://www.independent.co.uk/life-style/health-and-families/health-news/italian-court-reignites-mmr-vaccine-debate-after-award-over-child-with-autism-7858596.html?origin=internalSearch">The Independent</a>, circa 100 casi analoghi sono attualmente all’esame da parte degli avvocati italiani e un maggior numero di casi può essere portato in tribunale.</p>
<p><em>“Luca Ventaloro l’avvocato della famiglia ha dichiarato: “Questo è molto significativo per la Gran Bretagna che usa e ha usato, un vaccino MPR con gli stessi componenti di quello dato a Valentino.</em></p>
<p><em>E sbagliato per i governi e le autorità sanitarie  esercitare una forte pressione sui genitori per far vaccinare i bambini con l’MPR, ignorando che questo vaccino può causare l’autismo e le complicazioni collegate.  Il numero di casi di autismo è aumentato notevolmente a partire dal 1970 con un caso ogni 64 bambini britannici colpiti”. Riporta The Independent.</em></p>
<p><strong>Ricerche sul vaccino MPR</strong></p>
<p>È praticamente impossibile leggere un articolo sul vaccino MPR senza incontrare un riferimento al gastroenterologo britannico Dr. Andrew Wakefield che nel 1998 pubblicò una ricerca sulla rivista The Lancet che suggeriva un possibile un legame tra il vaccino MPR, la malattia intestinale cronica e l’autismo. Fin dalla sua pubblicazione, l’articolo è rimasto uno degli studi più citati e ancora controversi sul tema della sicurezza dei vaccini.</p>
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</script></div><p>Nel 1998 il dr. Wakefield ha esaminato la storia clinica di un gruppo di pazienti che avevano una serie di segni e sintomi collegati tra loro come in uno schema, un gruppo di bambini autistici con problemi gastrointestinali. Ma piuttosto che celebrare la scoperta di un problema di salute concreto, potenzialmente curabile e prevenibile che avrebbe potuto aiutare coloro che soffrono di problemi di salute simili, la scoperta di Wakefield divenne una controversia oggetto di accesi dibattiti in cui è stata messa in dubbio la reputazione personale e professionale Dr. Wakefield stesso.</p>
<p>Perché?</p>
<p>Perché la storia clinica non si è conclusa con la malattia intestinale, ma comprendeva anche i sintomi di autismo regressivo dopo aver ricevuto il vaccino MPR …</p>
<p>Negli anni successivi alla sua scoperta del 1998 che collegava il vaccino MPR alla malattia infiammatoria intestinale e ai sintomi di autismo, il dr. Wakefield ha pubblicato altri 19 articoli sul vaccino-disturbo intestinale. Tutti sono stati rivisti e nessuno è stato ritirato. Tuttavia, nessuna di questi 19 documenti sono mai stati discussi dai media.</p>
<p>L’unico studio che continua a essere in luce è l’articolo originale Lancet del 1998. Un altro fatto interessante è che un gran numero di altri studi nel mondo ha confermato i risultati iniziali di  Wakefield. Eppure non si sente mai parlare di questo!</p>
<p><strong>Una soluzione semplice e poco costosa per ridurre i rischi di danni da vaccino</strong></p>
<p>Il libro Gut and Psychology Syndrome della dr.ssa Campbell-McBride contiene un intero capitolo che illustra ciò che i professionisti sanitari dovrebbero fare per migliorare la strategia di vaccinazione, in quanto il protocollo di vaccinazione standard può creare danni nei bambini.</p>
<p>L’intero processo per identificare i bambini che sarebbero a rischio di sviluppare l’autismo in seguito a vaccino è descritto nel suo libro, ma per riassumere, nella sua pratica si inizia raccogliendo una storia completa sulla salute dei genitori e sulla loro salute intestinale.<br />
Poi, entro i primi giorni di vita, effettuando l’analisi delle feci per valutare la qualità della flora batterica intestinale e l’esame delle urine per verificare i metaboliti possono fornire un quadro dello stato del sistema immunitario del bambino.</p>
<p>Questi test sono disponibili nella maggior parte dei laboratori di tutto il mondo e costano circa $ 80-100 ogni test – una sciocchezza rispetto al costo incredibile per il trattamento dei bambini autistici una volta che il danno è fatto.</p>
<p>È assolutamente indispensabile  eseguire queste analisi prima di prendere in considerazione la vaccinazione. La dr.ssa Campbell-McBride afferma che non ha ancora trovato un bambino autistico con la flora intestinale normale. Se scoprite che il vostro bambino ha la microflora intestinale anomala, o comincia a sviluppare i sintomi di autismo un anno o due più tardi, il programma <a href="http://articles.mercola.com/sites/articles/archive/2012/03/18/mcbride-and-barringer-interview.aspx">GAP</a> deve essere iniziato immediatamente, tanto più piccolo è il bambino quando si inizia il trattamento, migliori saranno i risultati.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.blogtecnologiedibenessere.com/salute/212-tribunale-italiano-riconosce-i-danni-da-vaccino-morbillo-parotite-rosolia.html" target="_blank">blogtecnologiedibenessere.com</a></p>
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		<title>Attentato Londra: misterioso video fa gridare al complotto &#8211; VIDEO-</title>
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		<pubDate>Fri, 24 May 2013 14:32:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Denuncie]]></category>
		<category><![CDATA[False Flag]]></category>

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		<description><![CDATA[Su Youtube spunta una versione diversa del video che tutto il mondo a visto. Le mani del killer sono pulite, nessuna traccia di sangue. &#160;  LONDRA - Le immagini dell&#8217;aggressione a colpi di machete in cui è rimasto ucciso il soldato britannicoDrummer Lee Rigby hanno fatto velocemente il giro del mondo, ma così come accaduto per la [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Su Youtube spunta una versione diversa del video che tutto il mondo a visto. Le mani del killer sono pulite, nessuna traccia di sangue.</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://ilnumerozero.com/images/MACHETE.jpg" rel="boxed"><img class="alignleft" alt="TUTORIMG" src="http://ilnumerozero.com/images/plg_imagesized/284_MACHETE.jpg" width="284" height="159" /></a></p>
<div> <strong>LONDRA</strong> - Le immagini dell&#8217;aggressione a colpi di machete in cui è rimasto ucciso il soldato britannico<strong>Drummer Lee Rigby </strong>hanno fatto velocemente il giro del mondo, ma così come accaduto per la strage di Boston e il tornado in Oklahoma si torna a parlare di &#8220;false flag&#8221;,<strong> complotto</strong>. Il video si andrebbe ad aggiungere alle già <strong>numerose perplessità che ruotano attorno all&#8217;accaduto</strong>.<strong> Troppa libertà per i due uomini</strong> che agiscono indisturbati davanti agli occhi increduli dei londinesi<strong>, troppa visibilità concessa</strong> - i due in pratica rilasciano un&#8217;interista post omicidio.</div>
<p>La ripresa in cui uno degli attentatori,<strong> Michael Adebolajo</strong>, <strong>parla alla telecamera con le mani insanguinate</strong> subito dopo il terribile omicidio è stato diffuso da itv.com e poi riportato dai quotidiani mondiali, ma<strong> su Youtube è apparsa un&#8217;altra versione dello stesso video in cui le mani del 28enne sono pulite:</strong> nessuna traccia di sangue.</p>
<p>ECCO IL VIDEO: IL KILLER HA LE MANI MISTERIOSAMENTE PULITE</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&amp;v=Zfa3gXTqOH8">  http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&amp;v=Zfa3gXTqOH8</a></p>
<p>Fonte: <a href="http://ilnumerozero.com/attualita/mondo/3081-attentato-londra-misterioso-video-fa-gridare-al-complotto-video.html">http://ilnumerozero.com/attualita/mondo/3081-attentato-londra-misterioso-video-fa-gridare-al-complotto-video.html</a></p>
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		<title>Banca Wir: un esempio da imitare!</title>
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		<pubDate>Fri, 24 May 2013 13:27:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Monete Complementari]]></category>

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		<description><![CDATA[Wir è una banca, ma non è una banca come le altre! Possiamo affermare con certezza che sia una delle poche banche rimaste, o forse l&#8217;ultima, a fare il mestiere originario delle banche ovvero quello di sostenere lo sviluppo e la crescita prestando particolare attenzione alle piccole e medie imprese. &#160; A differenza delle altre banche Wir [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3><a style="font-size: 13px" href="http://www2.wir.ch/index.cfm?DC86BF333C1811D6B9950001020761E5&amp;o_lang_id=5"><img class="alignleft" style="margin-left: 10px;margin-right: 10px" alt="" src="http://www.swissinfo.ch/media/cms/images/keystone/2009/10/keyimg20091021_11382724_2.jpg" width="277" height="219" hspace="10" /></a><span style="font-size: 13px">Wir è una banca, ma </span><strong style="font-size: 13px">non è una banca come le altre</strong><span style="font-size: 13px">! Possiamo affermare con certezza che sia una delle poche banche rimaste, o forse l&#8217;ultima, a fare il mestiere originario delle banche ovvero quello di sostenere lo sviluppo e la crescita prestando particolare attenzione alle piccole e medie imprese.</span></h3>
<div>
<div>
<p>&nbsp;</p>
<p>A differenza delle altre banche <strong>Wir concede</strong>, affianco ai normali crediti in Franchi svizzeri, <strong>crediti in Wir</strong>: la Moneta Complementare che consente la compensazione multilaterale di beni e servizi tra le 60.000 imprese clienti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Con la crisi il circuito svizzero è tornato di estrema attualità</strong>. Infatti è nato dall&#8217;unione di diversi imprenditori come società cooperativa di aiuto reciproco nel 1934 in seguito alla Grande Depressione del &#8217;29 per far fronte alla mancanza di liquidità: alle aziende non mancava la competenza o la capacità produttiva, ma semplicemente un mezzo per scambiare i prodotti e i servizi, dunque la moneta complementare e la compensazione hanno risolto il problema!<br />
Chi in Italia sta cercando <strong>un esempio vincente e di successo</strong>, un mix di esperienza e competenza nell&#8217;economia della moneta complementare e del baratto multilaterale non può che prendere esempio dal <strong>modello di Wir</strong>.</p>
<p><a href="http://www2.wir.ch/index.cfm?DC86BF333C1811D6B9950001020761E5&amp;o_lang_id=5" target="_blank">Il portale italiano di Banca Wir</a></p>
<p>Fonte: <a href="http://www.monetacomplementare.org/1/banca_wir_un_esempio_da_imitare_968592.html#.UY-cf3-R9sc.facebook">http://www.monetacomplementare.org/1/banca_wir_un_esempio_da_imitare_968592.html#.UY-cf3-R9sc.facebook</a></p>
</div>
</div>
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		<title>SALVIAMO L&#8217;EUROPA: SCIOGLIAMO L&#8217;EURO</title>
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		<pubDate>Fri, 24 May 2013 12:30:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Cardenà Salviamo l&#8217;Europa: Sciogliamo l&#8217;Euro Un articolo di tre economisti europei pubblicato da Bloomberg considera lo smantellamento dell&#8217;euro &#8211; o almeno l&#8217;uscita dei paesi più forti &#8211; non come la fine dell&#8217;Europa, ma al contrario come un modo per salvarla di Brigitte Granville, Hans-Olaf Henkel and Stefan Kawalec   Alla vigilia della guerra civile americana, Abraham [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Cardenà</p>
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<div><a href="http://3.bp.blogspot.com/-im4vvpcMxSk/UWvMWNU6X7I/AAAAAAAABDc/kxIsggHci0E/s1600/111110europa.jpg" target="_blank"><img class="alignleft" style="border: 0px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-im4vvpcMxSk/UWvMWNU6X7I/AAAAAAAABDc/kxIsggHci0E/s1600/111110europa.jpg" width="299" height="240" border="0" /></a></div>
<div><b>Salviamo l&#8217;Europa: Sciogliamo l&#8217;Euro</b></div>
<div><b><a href="http://www.bloomberg.com/news/2013-05-14/save-europe-split-the-euro.html" target="_blank">Un articolo di tre</a><a href="http://www.bloomberg.com/news/2013-05-14/save-europe-split-the-euro.html" target="_blank"> economisti europei pubblicato da Bloomberg</a> considera lo smantellamento dell&#8217;euro &#8211; o almeno l&#8217;uscita dei paesi più forti &#8211; non come la fine dell&#8217;Europa, ma al contrario come un modo per salvarla</b></div>
<div></div>
<div><i>di Brigitte Granville, Hans-Olaf Henkel and Stefan Kawalec</i></div>
<div><i> </i></div>
<div>Alla vigilia della guerra civile americana, Abraham Lincoln pronunciò la famosa frase &#8220;una casa divisa non può stare in piedi.&#8221; Oggi, l&#8217;Unione Europea &#8211; impegnata da decenni alla ricerca di un&#8217; &#8220;unione sempre più stretta&#8221; &#8211; deve confrontarsi con una straziante verità. La massima di Lincoln deve essere letta al contrario. Affinché l&#8217;UE possa sopravvivere, l&#8217;euro si deve sciogliere.</div>
<div></div>
<p><a target="_blank" name="more"></a>Tra il trattato di Roma del 1957 e l&#8217;Atto unico europeo, del 1986, i governi europei hanno portato avanti la più grande rivoluzione pacifica che il continente abbia mai visto nella sua lunga e travagliata storia. La creazione di una moneta unica europea avrebbe dovuto basarsi su questo notevole successo. Era supposta essere il successivo fondamentale passo verso una maggiore unità e prosperità. La crisi economica nell&#8217;Europa meridionale mostra che invece il regime dell&#8217;euro, almeno nella sua forma attuale, è  diventato una minaccia mortale per entrambi questi obiettivi.</p>
<div>
Grecia, Spagna, Portogallo, Italia e Cipro sono intrappolati nella recessione e non possono riconquistare la competitività svalutando le loro monete. Le economie del nord della zona euro hanno dovuto partecipare a ripetuti salvataggi mettendo da parte ogni principio di finanza prudente. Un circolo vizioso di risentimento e populismo a sud e un rafforzamento del nazionalismo a nord stanno lacerando l&#8217;unione.</p>
<p>E la crisi non è ancora finita. La Francia, la seconda economia più grande d&#8217;Europa, sta sprofondando in una grave crisi economica. Come i paesi del sud, deve riguadagnare competitività, ma come loro, essendo parte del sistema dell&#8217;euro, manca dello strumento necessario. A causa delle sue dimensioni e per il ruolo guida che ha avuto nell&#8217;evoluzione dell&#8217;UE, la Francia, come sosteniamo nella parte 2 di questo articolo, sarà fondamentale per spezzare il circolo vizioso.</p></div>
<div></div>
<div><b>Gap di Competitività</b></p>
<p>Prima, però, che cosa è andato storto? La moneta unica europea si supponeva dovesse facilitare il funzionamento dell&#8217;economia europea. Con la fissazione del tasso di cambio nominale e l&#8217;eliminazione del rischio di cambio, l&#8217;euro avrebbe dovuto realizzare la convergenza tra le economie più forti e quelle più deboli dell&#8217;eurozona &#8211; il cosiddetto centro e periferia. Il capitale sarebbe fluito dai paesi in surplus nei conti con l&#8217;estero  verso i paesi nella necessità di prendere in prestito, aumentando la produttività e la crescita.</p></div>
<div></div>
<div>La realtà è stata diversa. La moneta unica ha fissato &#8211; anzi, ha peggiorato &#8211; il divario di competitività causato dalle differenze nei tassi di inflazione e nei costi unitari del lavoro. Gli squilibri esteri sono cresciuti. Nel 1999-2011, i costi unitari del lavoro (le retribuzioni per unità di prodotto) in Grecia, Spagna, Portogallo e Francia sono aumentati rispetto alla Germania dal 19 al 26 per cento.</p>
<p>Nei paesi meno competitivi, questo ha prodotto dei deficit delle partite correnti dal 2 al 10 per cento del prodotto interno lordo nel 2010, e un avanzo delle partite correnti in Germania del 6 per cento del PIL. Avendo escluso la possibilità di svalutare, questi squilibri possono essere affrontati solo in due modi – o con la &#8220;svalutazione interna&#8221; o attraverso trasferimenti transfrontalieri.</p></div>
<div></div>
<div>Svalutazione interna significa che i paesi in deficit cercano di riguadagnare competitività attraverso la riduzione della spesa pubblica e l&#8217;aumento della pressione fiscale, che sperano possa abbassare i prezzi e i salari in crescita. L&#8217;effetto a breve termine sarà quello di indebolire la domanda interna.</p>
<p>A meno che non vi sia una compensazione derivante dall&#8217;aumento della domanda estera &#8211; con i paesi in surplus, in particolare la Germania, che intraprendono una politica di stimolo che aumenti un po&#8217; l&#8217;inflazione &#8211; un&#8217; &#8220;austerità&#8221; di questo tipo metterà a repentaglio la crescita economica e, quindi, le finanze pubbliche dei paesi in deficit. Tuttavia, non vi è alcuna prospettiva che la Germania &#8211; insieme agli altri paesi economicamente simili nella zona nord dell&#8217;euro &#8211; possa accettare di attuare un tale stimolo, in quanto ciò sarebbe in contrasto con la sua cultura politica ed economica. Ciò farà aumentare i dubbi sulla sostenibilità finanziaria del debito pubblico dei paesi in deficit e sulla sostenibilità politica delle loro politiche di svalutazione interna.</p></div>
<div></div>
<div><b>L&#8217; esempio della Lettonia</b></div>
<div>La Lettonia e l&#8217;Islanda dimostrano come possono essere pesanti i costi economici e sociali della svalutazione interna, rispetto ai costi di una svalutazione esterna, o del cambio. Dal 2008 al 2010, il PIL in Islanda è diminuito solo della metà (svalutazione esterna) di quanto è diminuito in Lettonia (svalutazione interna).</p>
<p>L&#8217;occupazione è scesa del 5 per cento in Islanda contro il 17 per cento in Lettonia. I sostenitori dell&#8217;euro possono anche dire che la svalutazione interna sta cominciando a funzionare &#8211; nei paesi in crisi dell&#8217;eurozona come la Grecia i salari reali hanno iniziato a diminuire rapidamente e le riforme strutturali hanno cominciato ad aumentare la produttività. Tuttavia, <b>non è chiaro se la tolleranza politica della Lettonia per il collasso della produzione, dell&#8217;occupazione e dei redditi può essere riprodotta anche altrove.</b></div>
<div>L&#8217;alternativa principale sono i trasferimenti. I paesi in deficit possono attutire la loro contrazione con dei trasferimenti dai paesi in surplus, invece che con la svalutazione interna. Il problema è che tali trasferimenti non saranno più indolori.</p>
<p>Prima del 2008, essi hanno assunto la forma di prestiti privati transfrontalieri ai governi e alle banche, che in molti casi hanno preso in prestito i soldi offrendo immobili come garanzia. Da quando nel 2008 è scoppiata la bolla del credito, questi flussi finanziari privati sono stati sostituiti da trasferimenti dai bilanci statali, che hanno fatto lievitare i deficit di bilancio e le passività implicite dei Paesi periferici nel sistema dei pagamenti della Banca Centrale Europea (noto come Target2). Senza i trasferimenti dalla Germania e dagli altri paesi del nord, la posizione fiscale di molte economie non competitive della zona euro è diventata insostenibile.</p></div>
<div>Tali trasferimenti proverranno dal denaro dei contribuenti &#8211; fornito sia direttamente attraverso il Meccanismo Europeo di Stabilità, sia  indirettamente attraverso le banche dei paesi creditori. (Nel caso che le banche creditrici dovessero accettare qualche forma di ristrutturazione del debito sovrano, le banche dovranno essere ricapitalizzate con denaro fornito dai contribuenti nei paesi di origine.)</p>
<p>Questa prospettiva è dinamite politica. Quindi tali trasferimenti sono subordinati a una rigorosa disciplina di bilancio e alle riforme strutturali. Nonostante le rigide condizionalità, i contribuenti / elettori nei paesi creditori come la Germania potrebbero non adattarsi mai all&#8217;idea, creando il rischio di una reazione anti-europea. Una reazione del genere diventerebbe una certezza nel caso fin troppo probabile che le regole venissero trasgredite o messe da parte.</p></div>
<div></div>
<div><b>Stampare Moneta</b></div>
<div></div>
<div>Molti governi dei paesi debitori preferirebbero avere dei trasferimenti sotto forma di denaro stampato dalla BCE &#8211; con minori, eventuali, limiti. I funzionari francesi l&#8217;hanno detto esplicitamente. Ma il meglio che possono sperare sono gli acquisti di titoli di Stato a breve termine da parte della BCE (note come outright monetary transactions). Se dovessero essere attuati, questi saranno soggetti alle stesse rigide condizioni fiscali applicate ai trasferimenti dal MES.</p>
<p>Quindi, le prospettive per i Paesi debitori della zona euro sono di un inasprimento fiscale implacabile e di anni di domanda carente. Ciò si tradurrà in una contrazione o, nella migliore delle ipotesi, una stagnazione della produzione e degli standard di vita. Nel frattempo, sta crescendo il sentimento anti-UE e in particolare anti-tedesco  – come dimostrano le scene per le strade di Nicosia dopo la crisi di Cipro.</p></div>
<div>Gli Stati Uniti d&#8217;Europa potrebbero salvare la situazione? Alcuni tra i primi fautori dell&#8217;euro hanno riconosciuto alla fine degli anni &#8217;90 che il progetto comportava che &#8220;l&#8217;economia doveva guidare la politica.&#8221; Essi vedevano la moneta unica come un modo per mettere il continente su un percorso irreversibile verso una piena unione politica &#8211; un obiettivo che gli elettori europei avrebbero rifiutato se gli fosse stato chiesto in maniera diretta.</div>
<div>
Una maggiore mobilità del lavoro potrebbe essere uno degli elementi di questa unione. Si potrebbero immaginare le popolazioni dei paesi depressi come la Grecia, il Portogallo, la Spagna e l&#8217;Italia, emigrare verso i paesi ricchi come la Germania e la Finlandia. In questo scenario, interi paesi potrebbero finire per somigliare a delle spopolate regioni rurali &#8211; come quelle regioni della Francia, negli anni del dopoguerra, che i giovani ben istruiti abbandonavano in massa spostandosi verso le città e lasciando dietro di sé una popolazione invecchiata, pesantemente dipendente dalle assicurazioni sociali. Le barriere linguistiche e culturali rendono comunque improbabile questa forma di aggiustamento economico.</div>
<div></div>
<div>Invece, gli appassionati dell&#8217;euro puntano le loro speranze su una unione fiscale. I trasferimenti dovrebbero prendere il posto delle migrazioni &#8211; e un nuovo quadro di responsabilità politica dovrebbe prevenire gli abusi (il cosiddetto problema del free-rider) e gestire le tensioni. Purtroppo, anche se questo sarebbe possibile, le divergenze di competitività rimarrebbero.</p>
<p>Consideriamo i casi della Germania orientale e del sud Italia. Nella riunificazione tedesca del 1990, i salari della ex Germania orientale sono stati convertiti in marchi tedeschi 1-a-1, abbattendo in un colpo solo la competitività della Germania orientale.</p></div>
<div>
<b>Trasferimenti tedeschi</b></div>
<div>In ciascuno degli anni seguenti la riunificazione, la Germania orientale ha ricevuto trasferimenti per il 4 per cento del PIL tedesco. Eppure la convergenza non c&#8217;è stata &#8211; persone giovani e istruite continuano a migrare verso la Germania occidentale. Nemmeno nel Sud Italia c&#8217;è stata convergenza, nonostante decenni di trasferimenti. La disoccupazione è il doppio di quella del Nord Italia, e il PIL privato pro capite è meno della metà.</div>
<div>
E poi c&#8217;è la politica. I paesi non competitivi dell&#8217;eurozona non possono sperare di ricevere trasferimenti del valore del 25 per cento del loro PIL ogni anno, come la Germania orientale, o anche del 16 per cento del PIL, come nel sud Italia.</div>
<div></div>
<div>Qualcosa deve cedere &#8211; e dovrà essere il sistema dell&#8217;euro. Per preservare l&#8217;Unione europea, l&#8217;Unione monetaria deve essere smantellata. Il parallelo storico fin troppo rilevante è la difesa del gold standard nel periodo tra le due guerre, che arrivò quasi a distruggere la democrazia in tutto il mondo. Un solo paese può plausibilmente prendere l&#8217;iniziativa a favore di una divisione controllata del sistema dell&#8217;euro per mezzo di un&#8217;uscita comune e concordata dei paesi più competitivi. Questo paese è la Francia.</p>
<p>Ancora una volta, come avremo modo di spiegare nella parte 2, il destino dell&#8217;Europa è nelle mani delle élite francesi. In linea con le sue migliori tradizioni politiche della &#8220;Fraternité&#8221;, la Francia dovrebbe promuovere una nuova strategia nel segno non del nazionalismo, ma di una solidarietà europea.</p>
<p>Una divisione del sistema dell&#8217;euro sarebbe nel migliore interesse sia della Francia che dell&#8217;Europa, perché accelerebbe il ritorno alla crescita economica dell&#8217;UE &#8211; l&#8217;unica sicura garanzia di stabilità e unità europea.</p></div>
<div></div>
<div>Seconda parte (in arrivo)</div>
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<div>Fonte: <a href="http://www.vincitorievinti.com/2013/05/salviamo-leuropa-sciogliamo-leuro.html?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+vincitorievinti%2FhYpR+%28VINCITORI+E+VINTI%29">http://www.vincitorievinti.com/2013/05/salviamo-leuropa-sciogliamo-leuro.html?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+vincitorievinti%2FhYpR+%28VINCITORI+E+VINTI%29</a></div>
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		<title>I SIGNORI DELLA FINANZA PREPARANO L&#8217;ESPROPRIO GLOBALE</title>
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		<pubDate>Fri, 24 May 2013 11:30:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>

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		<description><![CDATA[Innanzi tutto facciamo osservare che i signori della finanza hanno già progettato la fase finale della operazione per l&#8217;esproprio della ricchezza nazionale della Russia. Il paravento ideologico-propagandistico dietro il quale si attua il disegno di &#8220;esproprio globale&#8221; è costituito dalla campagna per la lotta al terrorismo internazionale condotta dagli USA e iniziata dopo l&#8217;11 settembre [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://foolscrow.files.wordpress.com/2013/02/fuck-the-banksters-188-x-200-1.jpg" target="_blank"><img class="alignleft" style="border: 0px" alt="" src="http://foolscrow.files.wordpress.com/2013/02/fuck-the-banksters-188-x-200-1.jpg" width="187" height="200" border="0" /></a></p>
<div><b>Innanzi tutto facciamo osservare che i signori della finanza hanno già progettato la fase finale della operazione per l&#8217;esproprio della ricchezza nazionale della Russia. Il paravento ideologico-propagandistico dietro il quale si attua il disegno di &#8220;esproprio globale&#8221; è costituito dalla campagna per la lotta al terrorismo internazionale condotta dagli USA e iniziata dopo l&#8217;11 settembre 2001. Questa campagna è stata via via integrata da altri strombazzati programmi contro la corruzione, l&#8217;evasione fiscale, il riciclaggio di denaro &#8220;sporco&#8221;, la criminalità internazionale, ecc.</b><br />
<i>Di<b> V. Katasonov</b></i><br />
<i><b><a href="http://www.sovross.ru/" target="_blank">Sovross.ru</a></b></i><br />
<i><b><b> </b> </b></i><br />
In realtà, queste nobili intenzioni di mettere ordine nel mondo intero, e di &#8221;salvaguardare gli interessi nazionali degli Stati Uniti&#8221;, servono a mascherare la corsa della oligarchia finanziaria internazionale verso il dominio planetario. Si stanno infatti creando gli strumenti idonei all&#8217;<b>esproprio globale</b>, allo <b>smantellamento degli stati sovrani</b>, alla costituzione del <b>governo mondiale </b>ed alla formazione di un <b>regime totalitario di dimensioni universali</b> (il &#8220;lager mondiale&#8221;).<br />
Il <b>completo esproprio di tutti i beni e la loro concentrazione nelle mani di una ristrettissima èlite internazionale</b> è la condizione sine qua non per la realizzazione del nuovo ordine mondiale. A tal fine i circoli dominanti dell&#8217;Occidente in campo finanziario e bancario puntano ai seguenti obiettivi:<br />
<a target="_blank" name="more"></a></p>
<blockquote><p><b>1</b>. cancellazione del segreto bancario;<br />
<b>2</b>. eliminazione dei paradisi fiscali (zone offshore);<br />
<b>3</b>. introduzione di procedure semplificate di congelamento e confisca dei beni di<br />
privati cittadini e società da parte delle autorità dei paesi del miliardo d&#8217;oro;<br />
<b>4</b>. limitazione della circolazione del contante e obbligo per le persone fisiche di usare i<br />
mezzi di pagamento e reglolamento senza contante;<br />
<b>5</b>. costituzione da parte degli uffici finanziari e fiscali di reti di propri agenti ed informatori in banche e società;<br />
<b>6</b>. commistione degli enti finanziari e delle banche centrali con i servizi speciali;<br />
<b>7</b>. approvazione da parte degli USA di leggi extraterritoriali per la lotta agli evasori fiscali e  trasformazione di tutti gli stati, le banche e le società del mondo in agenti degli uffici tributari americani;<br />
<b>8</b>. incentivazione dei processi di accentramento del capitale bancario, riduzione del<br />
numero delle banche con parallela espansione della rete di succursali e filiali delle stesse;<br />
<b>9</b>. concessione di ulteriori poteri e funzioni alla banche centrali (mantenendone invariata l&#8217; &#8220;indipendenza&#8221; dallo stato);<br />
<b>10</b>. realizzazione, tramite accordi internazionali, di una rete di scambio di informazioni finanziarie sulle persone fisiche e giuridiche (dati personali, dati su conti e  transazioni) tra uffici fiscali, servizi investigativi finanziari e dicasteri delle finanze;<br />
<b>11</b>. preparazione e svolgimento di operazioni di &#8220;sterilizzazione&#8221; di enormi masse di liquididità in giro per il mondo (contante e non, innanzi tutto dollari USA) prevalentemente tramite riforme monetarie e cambi della moneta.</p></blockquote>
<div><a href="http://3.bp.blogspot.com/-0WY3IgOYDDk/TyUxQI6VSVI/AAAAAAAAB20/Wv3mJqkAkhc/s400/nwo.jpg" target="_blank"><img class="alignright" style="border: 0px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-0WY3IgOYDDk/TyUxQI6VSVI/AAAAAAAAB20/Wv3mJqkAkhc/s200/nwo.jpg" width="200" height="159" border="0" /></a></div>
<p>In altri termini, si sta confezionando un &#8220;cappuccio&#8221; bancario-finanziario sulla intera popolazone terrestre. Banche e società finanziarie cesseranno di essere dei semplici isituti commerciali per trasformarsi in organizzatori materiali dell&#8217;esproprio fino a farsi strumento della èlite mondiale per il controllo assoluto della popolazione. Di qualcosa del genere iniziò a parlare e scrivere l&#8217;economista e socialista tedesco Rudolf Hilferding nel libro intitolato &#8220;Il capitale finanziario&#8221;, uscito a ridosso della prima guerra mondiale. Più avanti, negli anni venti, l&#8217;autore aggiornò le proprie idee sulla società totalitaria assoggettata alle banche, riproponendole in forma di teoria del &#8220;capitalismo organizzato&#8221; (è significativo che egli salutasse l&#8217;avvento di un sistema del genere come anteprima del socialismo).</p>
<p>Le autorià statali, gli esponenti politici ed i cittadini della Russia debbono avere chiari i piani dell&#8217;oligarchia fianziaria mondiale e le minacce che ne derivano. Si prenda, ad esempio, il punto tre dell&#8217;elenco riportato, riguardante le procedure di congelamento e confisca dei beni di privati cittadini e società. Le &#8220;innovazioni&#8221; sono chiare. I fatti dello scorso marzo a Cipro dimostrano che ora non occorrono più motivazioni giuridiche di alcun genere per confiscare i depositi bancari. Le decisioni sono giustificate con nessità eonomico-finanziarie (&#8220;misure di stabilizzazione&#8221;). Comincia a valere il principio di &#8220;opportunità&#8221;, non politica, ma economica e fananziaria.</p>
<p>La Svizzera, rinomata per la tutela del segreto bancario, ha approvatto una legge, in base alla quale i mezzi di qualsiasi persona fisica o giuridica possono essere d&#8217;ora in avanti congelati sul suo conto  già dall&#8217;avvio delle indagini e non più dopo la pronuncia della sentenza. Questa novità può essere meglio interpretata, se si considera che gli USA hanno di recente approvato una legge, secondo cui ogni persona (sia negli USA che fuori dei suoi confini) può essere considerata un potenziale terrorista e indagata. La legge s&#8217;intitola <i>National Defense Authorization Act 2012 </i>(NDAA). Dato che USA e Svizzera hanno stipulato fra loro un accordo di cooperazione in campo finanziario, lo zio Sam ha ora la facoltà di congelare i mezzi di qualsiasi persona fisica o giuridica depositati in banche elvetiche.</p>
<p>Gli oligarchi ed i funzionari corrotti di tutta la Russia non debbono illudersi che la loro lealtà al Gotha finanziario li ponga al riparo dalla eventualità dell&#8217;esproprio. Debbono scordarsi delle loro ricchezze accumulate &#8220;con tanta fatica&#8221; e chi sa se riusciranno a salvare almeno la vita e la libertà. Se i cleptomani russi capiscono la situazione, dovrebbero per primi chiedere la revisione delle privatizzazioni-truffa degli anni novanta. Dovrebbero pentirsi dei furti di denaro pubblico, degli atti di corruzione e di ogni altra frode economica, comprese le esportazioni di capitali. Certo non sarà facile mettersi d&#8217;accordo con il popolo, ma i margini di garanzia saranno certamente maggiori. La proditorietà, la vigliaccheria e l&#8217;ipocrisia dell&#8217;èlite occidentale appare ormai evidente persino a chi ha scarsa cognizione della storia dell&#8217;Occidente.</p>
<p>Va detto, inoltre, che una parte della ricchezza nazionale della Russia è stata esportata legalmente. Penso innanzi tutto alle riserve valutarie governate dalla Banca centrale. Occorre dunque modificare le leggi del paese e rimpatriare quelle somme partendo dalle nuove regole. Non si tratta di operazioni inedite.</p>
<p>All&#8217;inizio del 1914, molti politici e statisti russi, ma anche gente comune, avvertirono il pericolo imminente e gran parte delle somme di società e privati cittadini russi, nonchè della Banca di Stato dell&#8217;Impero, depositate in istituti tedeschi e austro-ungarici furono alla svelta riportate in Russia. Questo paese si trova oggi alla vigilia di una guerra non meno globale, alcuni esperti anzi sostengono giustamente che essa sia già cominciata senza nessuna dichiarazione ufficiale. In una situazione siffatta i dirigenti ed i comuni cittadini della Russia debbono agire con prontezza e puntualità in varie direzioni, ivi compresa la tutela degli interessi parimoniali non solo nazionali, ma anche  personali.</p>
<p>Traduzione di<b> </b><b>Stefano Trocini </b>per<b> <a href="http://siarivoluzione.altervista.org/" target="_blank">si@rivoluzione</a></b></div>
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		<title>La schiavitù del lavoro</title>
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		<pubDate>Fri, 24 May 2013 10:30:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Societa']]></category>

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		<description><![CDATA[di Domenico De Simone C’è un tabù che dobbiamo abbattere se vogliamo una nuova società fondata su valori umani: è il tabù del lavoro. Non abbiamo bisogno del lavoro per vivere, abbiamo bisogno dell’intelligenza. Non ci servono le braccia, ma le menti. Non ci serve il sudore ma la creatività  Nell’antichità greca e romana, il lavoro [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>di Domenico De Simone</p>
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<h2><a href="http://www.pickline.it/wp-content/uploads/2013/05/la-schiavit%C3%B9-del-lavoro-domenico-de-simone-su-pickline.jpg" target="_blank" rel="prettyPhoto"><img class="alignleft" alt="La schiavitù del lavoro" src="http://www.pickline.it/wp-content/uploads/2013/05/la-schiavit%C3%B9-del-lavoro-domenico-de-simone-su-pickline-565x289.jpg" width="362" height="185" /></a>C’è un tabù che dobbiamo abbattere se vogliamo una nuova società fondata su valori umani: è il tabù del lavoro. Non abbiamo bisogno del lavoro per vivere, abbiamo bisogno dell’intelligenza. Non ci servono le braccia, ma le menti. Non ci serve il sudore ma la creatività</h2>
</div>
<div> Nell’antichità greca e romana, il lavoro materiale è sempre stato considerato una prerogativa degli schiavi o, comunque, delle classi subalterne. Gli uomini liberi non svolgevano alcuna attività lavorativa, ma dedicavano tutto il tempo alla cura del proprio corpo e dello spirito. Cultura, arte, filosofia, politica e guerra erano le attività proprie degli uomini liberi. Con la guerra si procacciavano le risorse necessarie al mantenimento della collettività, razziando schiavi e generi alimentari accumulati da altri popoli.</div>
<p>&nbsp;</p>
<p>La cura del proprio campo, anche se per trarne il sostentamento per vivere, non era considerato un lavoro penoso, ma al contrario un modo di vivere più piacevole di quello del guerriero. E in ogni caso, il lavoro nei campi era un esercizio utile per prepararsi alla prossima guerra. C’è da considerare che le città greche erano in perenne guerra tra di loro, e che anche Roma organizzava ogni anno campagne militari di conquista o di difesa contro i popoli vicini.</p>
<p>Al massimo, un libero cittadino organizzava la cura dei propri affari, anche se il commercio, così come le attività industriali, erano più adatte ai liberti – ovvero gli schiavi liberati – che agli uomini liberi per nascita.</p>
<p>I romani, che pure hanno elaborato buona parte delle figure giuridiche che ancora oggi noi adottiamo, non conoscevano né il diritto al lavoro né il diritto del lavoro. D’altra parte, per i romani, il lavoro era una pena e tale sua natura cozzava irrimediabilmente con il concetto di diritto. Avevano però chiarissima la distinzione tra lavoro per la necessità (<i>operae</i>) e lavoro come libera espressione delle capacità dell’uomo (<i>opus</i>).</p>
<p>Nel lavoro per la necessità, non c’era alcuna partecipazione umana nell’esecuzione di un’attività lavorativa. Era l’attività propria degli schiavi che, infatti, non erano considerati esseri umani, dato che avevano perduto la libertà. E ciò che caratterizza gli esseri umani e li distingue dagli animali è proprio la libertà. Con la perdita della libertà, gli uomini perdevano anche l’anima e con essa tutti i diritti.</p>
<p>Insomma, lo schiavo era considerato un mero erogatore di energie, fisiche ed intellettuali, prive però delle caratteristiche proprie dell’uomo, dato che provenivano da una fonte priva di libertà, e quindi prive di qualunque dimensione etica. Gli schiavi non avevano alcuna possibilità di scelta. La loro dimensione, era quella di essere di proprietà di qualcuno che poteva disporre a piacimento delle loro energie e del loro corpo.</p>
<p>Nell’altro caso, al contrario, l’esercizio dell’attività era una scelta dell’uomo che, liberamente, impiegava le sue energie nella maniera più consona alla propria natura. La possibilità di scelta, insomma funge da discriminante tra ciò che è etico e ciò che non lo è, tra ciò che appartiene alla natura umana e ciò che invece le è opposto. E gli uomini dell’antichità avevano questa possibilità di scelta, ad esempio tra il coltivare il proprio campo o farlo coltivare ai propri schiavi.</p>
<p>La stessa attività assumeva, quindi, una connotazione del tutto diversa se era svolta da un uomo libero. Questa non è una contraddizione, dato che per i nostri progenitori ciò che realizzava l’attività era lo spirito e non il corpo dell’uomo. Le attività più consone ad un essere umano erano, per gli antichi, quelle dirette alla cura dell’anima. Per questa ragione, la contemplazione era l’esperienza più ambita e l’ozio contemplativo, che corrisponde all’orientale meditazione, la massima virtù.</p>
<p>Anche per il cristianesimo il lavoro era considerato una maledizione necessaria per potersi mantenere in vita, ma non un’attività degna di uomini liberi e consapevoli. D’altra parte per la logica del cristianesimo non ha senso cumulare beni in terra, quando la vera ricchezza è nelle attività dello spirito. La schiavitù fu abolita formalmente con l’affermazione del cristianesimo, ma essa continuò a vivere sotto diverse forme di servaggio fino al secolo scorso.</p>
<p>Il lavoro, comunque, non era più riservato agli schiavi, che formalmente non esistevano più, ma era appunto la condanna che l’umanità doveva sopportare per la cacciata dal paradiso terrestre. Se nell’antichità la povertà o la condizione di schiavo erano la pena per le colpe commesse in vite precedenti, durante il cristianesimo, la povertà diviene una sorta di condizione di privilegio, dato che la vita di sofferenze che veniva condotta dai poveri era una sorta di espiazione che costituiva un viatico per il Paradiso.</p>
<p>Questa logica mutò radicalmente durante la riforma protestante, soprattutto per opera dei calvinisti, anche se lo spirito della riforma di Calvino prese, mano a mano, l’intero movimento e alla fine anche la Chiesa di Roma si piegò alle esigenze della nuova ideologia della schiavitù.</p>
<p>Il lavoro diviene non più una pena, ma la possibilità concessa all’uomo per riscattare la propria maledizione. Nel lavoro l’intera umanità può scontare il peccato originario e prepararsi per la vita dell’aldilà. Nel lavoro non c’è peccato, anzi la fatica del lavoro diviene l’opportunità per riscattare la pena inflitta agli uomini per aver voluto accedere alla conoscenza. Nel fatalismo calvinista, l’amaro calice della fatica deve essere bevuto fino in fondo con gioia, dato che, solo alla fine di una vita di lavoro, l’uomo conoscerà il destino cui è predestinato.</p>
<p>Nasce così l’etica del lavoro, sulla quale viene costruita una nuova estetica del potere. Il potere nell’antichità era rappresentato dal dominio diretto di un uomo su in gruppo di uomini che nasceva dalla forza. Era il potere sul corpo degli uomini, dato che la loro anima era considerata inesistente. Gli schiavi, infatti, così come le donne erano considerati esseri privi di anima. La libertà stava sulla punta della spada, così come poi si posò sulla canna dei fucili, non nell’anima o nella natura degli umani.</p>
<h2>Il nuovo potere domina invece proprio le anime e deve quindi fondare il proprio dominio su un’etica.</h2>
<p>Il processo di asservimento passa attraverso la speranza della salvazione e questa è legata al lavoro. La burocrazia, strumento secolare di gestione di un potere esercitato in genere con la forza delle armi, adotta, a questo punto, nuove forme psicologiche di coercizione. Questo potere si traduceva in forme materiali di coercizione solo per mezzo di un atto formale quale la legge, o la sentenza di un giudice pronunziata in nome di una legge. Che poi quella legge o quel giudice fossero del tutto arbitrari era irrilevante: la loro legittimazione discendeva, in genere, dalla volontà del sovrano.</p>
<p>Il grande processo di accumulazione del capitale che avvenne nel diciassettesimo secolo e di industrializzazione che cominciò nel secolo successivo ebbero un presupposto materiale ed uno psicologico. L’oro e l’argento tratti dalle miniere americane, ne costituirono la fonte materiale, la nuova etica protestante del lavoro la base psicologica. I metalli preziosi giunsero in quantità enormi in Spagna e Portogallo che possedevano quei territori, ma lì non si sviluppò alcun processo poiché il cattolicesimo impedì, in una prima fase, che si formasse un’etica del lavoro. Per i calvinisti olandesi e tedeschi, e per i pragmatici inglesi, il lavoro era invece una gioia, in quanto schiudeva la possibilità della salvezza, e l’accumulazione di denaro per l’investimento – al fine di creare lavoro – diventava lo strumento per assicurarsi un posto in prima fila sulla via della salvazione.</p>
<div></div>
<p>Abbiamo detto che questo mutamento nella considerazione del lavoro induce una profonda trasformazione dell’estetica del potere. Questo, infatti, non può più apparire come mera coercizione di un uomo su un altro uomo, ma deve avvolgersi degli abiti di una falsa solidarietà poiché, apparentemente, lo scopo dell’accumulazione e del lavoro è comune ai dominanti e ai dominati. Per entrambi, infatti, l’obiettivo è quello di raggiungere la salvazione attraverso le proprie opere, e così la fabbrica diviene il luogo deputato ad assicurare la salvezza delle anime. Il potere, insomma, compie quell’operazione di occultamento della vera natura schiavistica del lavoro per la necessità.</p>
<p><a href="http://www.pickline.it/wp-content/uploads/2013/05/coda-per-un-colloquio-di-lavoro.jpg" target="_blank" rel="prettyPhoto"><img alt="lavorare per vivere è un'attività da schiavi e non da uomini liberi" src="http://www.pickline.it/wp-content/uploads/2013/05/coda-per-un-colloquio-di-lavoro-565x286.jpg" width="565" height="286" /></a></p>
<p>lavorare per vivere è un’attività da schiavi e non da uomini liberi</p>
<h2>Esaltando il lavoro in sé, nasconde agli occhi di tutti il fatto che dover lavorare per vivere è un’attività da schiavi e non da uomini liberi. Che è quella la fonte dell’alienazione dell’uomo moderno.</h2>
<p>Il potere edifica il tempio dell’<i>homo faber</i>, nel quale tutti i valori vengono sacrificati al dio della produzione. Un dio onnipotente, dato che ha il potere di produrre gli stessi uomini. E’ il lavoro che dà l’essere, è il prodotto del lavoro che dà un senso all’esistenza. La sua Bibbia è fatta di sole tre parole: lavora, consuma e crepa. La dicotomia tra avere (i beni della produzione) ed essere (la ricerca di se stessi), si perde fino a confondersi nell’identità di avere ed essere. L’essere confuso con l’avere comporta, quindi, che si è solo se si ha.</p>
<p>Il potere, quindi, che prima era un puro strumento di coercizione esercitato da un uomo, adesso appare esercitato in nome della collettività. Esso ha cambiato faccia ma non sostanza, dato che, comunque, continua a svolgere la sua funzione di strumento per la prevaricazione di un gruppo di uomini su un altro gruppo di uomini, ovvero di una classe su un’altra classe.</p>
<p>L’etica del lavoro svolge, pertanto, una funzione essenziale per la stessa esistenza del potere. E’ per il mantenimento del potere, quindi, che il lavoro continua ancora oggi ad essere presentato come una necessità ineluttabile, una maledizione eternamente sulle spalle degli uomini. Ciò che rimane immutabile è proprio l’essenza del potere, ovvero la prevaricazione di un uomo su un altro uomo. Che questo venga esercitato in nome di un re o di un imperatore, per uno scopo individuale, o collettivo, o trascendentale, non ha alcuna importanza.</p>
<p>Le rivoluzioni della fine del ’700, rovesciarono un ordine già morto da tempo, ma i rivoluzionari non compresero che il nemico da abbattere era il potere in sé, e non quello del re di Francia o quello della Corona Britannica.</p>
<p>S’illusero di poter sostituire un potere collettivo ad un potere individuale, di poter dare delle regole per la gestione del potere e che questo fosse sufficiente per raggiungere l’equità sociale. Si impantanarono nel perseguimento del potere “buono” contro quello “cattivo”, i borghesi contro i monarchici, i proletari contro i borghesi, i militari contro tutti.</p>
<p>Solo nella Comune di Parigi, e molto più chiaramente nel 1968, compare con forza l’esigenza di liberarsi del potere. Appare finalmente che “<i>il re è nudo</i>” e che una società libera manda “<i>la fantasia al potere</i>“.</p>
<p>D’altra parte quei primi rivoluzionari non potevano accorgersene: il potere era vissuto come un eterno necessario, così come la maledizione del lavoro era perpetua ed insuperabile. Eliminare il potere era come togliere l’aria che si respira: senza è impossibile vivere. Nemmeno il movimento anarchico riuscì a comprendere questo concetto fino in fondo. Gli attentati ai principi regnanti, colpivano non il potere in sé, ma <i>quel</i> potere particolare. Era illusorio pensare di abbattere il potere colpendone i simboli. Si rischiava di diventare, come in effetti avvenne, strumenti per la lotta di potere interna alle classi dominanti.</p>
<h2>In ogni caso l’etica del lavoro divenne dominante, dapprima in tutto il mondo occidentale, poi, dopo l’ultima guerra mondiale in tutto il mondo industrializzato.</h2>
<p>Si completa, così, quel rovesciamento ideologico per cui l’ozio, che per i latini era la massima virtù, soprattutto nella forma dell’ozio contemplativo, diviene nel mondo moderno il più esecrabile dei vizi.</p>
<p>Per l’etica del lavoro, ovviamente, chi non lavora volontariamente è un diverso o un pazzo che deve essere emarginato dalla società civile. Mentre, al contrario, chi non trova lavoro non per propria colpa, ma a causa di crisi economiche generali o di settore deve esser aiutato dalla collettività a superare il momento di difficoltà.</p>
<p>Nascono così le forme di assistenzialismo moderno ai senza lavoro, tutte fondate sul presupposto psicologico che il lavoro manchi non per volontà propria del soggetto ma per circostanze oggettive e indipendenti. La Costituzione della Repubblica Italiana, comincia proclamando solennemente nell’art. 1 che “l’Italia è una repubblica fondata sul<i>lavoro</i>“, espressione che scaturisce direttamente dal fondamento stesso dell’etica del lavoro. Tutti i vincoli e le limitazioni posti nella Costituzione e nelle leggi fondamentali dello Stato alle attività umane, hanno come obiettivo la tutela e lo sviluppo del lavoro. In altri termini, l’uomo è visto come un animale da fatica, la cui esistenza ha il solo scopo di produrre il più possibile in funzione delle proprie capacità. Tutto il resto, l’amore, la bellezza, il pensiero, la cultura, l’interiorità, la fantasia, la gioia di vivere, la spiritualità, tutte le qualità e le modalità che rendono l’uomo realmente umano, derivano la propria esistenza dall’etica del lavoro. Anche la cultura ha come fine essenziale la produzione, e non l’arricchimento della persona umana.</p>
<h2>L’etica del lavoro distrugge i valori umani, poiché essa stessa è portatrice di un disvalore assoluto.</h2>
<p>Generando l’uomo, la produzione genera tutti i suoi valori, ma questo è assurdo. Un valore infatti, è tale solo se è un assoluto, e quindi non è generabile. L’etica del lavoro, quindi, dapprima depotenzia tutti i valori, assoggettandoli alla logica della produzione, poi li distrugge. L’uomo-per-la-produzione, che essa presuppone, non è più un essere umano, ma una sorta di mulo tecnologico, cui sono stati trapiantati alcuni geni delle scimmie (solo per la loro capacità manuale, non certo per il senso dell’umorismo che possiedono i nostri lontani cugini).</p>
<p>L’uomo-per-la-produzione che non produce è un controsenso. Quando questo accade in modo irrimediabile, la vita stessa perde significato e non è più degna di essere vissuta. Quanta gente nel mondo si uccide o cade in una spirale irreversibile di depressione per aver perduto il lavoro, e con esso la <i>speranza.</i> Quanti pensionati, quanti disoccupati, quanti cassintegrati, quanti giovani decidono di farla finita con la vita perché non riescono a trovare una collocazione nel mondo del lavoro?</p>
<p>La cronaca, ci racconta ogni giorno le tristi storie di coloro che hanno perduto la speranza di vivere perché emarginati dal mondo del lavoro. E’ questa la folle conseguenza dell’etica del lavoro: la speranza di vita s’identifica con il lavoro, cessa di essere un valore in sé per legarsi irreversibilmente all’attività dell’<i>homo faber</i>. Viene un brivido se pensiamo che il motto scolpito all’entrata del campo di Auschwitz diceva “<i>Arbeit macht frei</i>“, ovvero “<i>Il lavoro rende liberi</i>“, e l’epigrafe non aveva certo un senso ironico.</p>
<p>Fonte: <a href="http://domenicods.wordpress.com/2013/05/23/la-schiavitu-del-lavoro/">http://domenicods.wordpress.com/2013/05/23/la-schiavitu-del-lavoro/</a></p>
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		<title>L&#8217;IMPERIALISMO TRANSGENICO DI GEORGE SOROS E BILL GATES</title>
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		<pubDate>Fri, 24 May 2013 09:30:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Imperialismo]]></category>

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		<description><![CDATA[di comidad L&#8217;assegnazione del premio Tiziano Terzani al finanziere George Soros possiede una sua intrinseca logica, dato che l&#8217;attività giornalistica di Terzani ha rappresentato un fattore di notevole confusione negli anni &#8217;70 e &#8217;80. Può essere indicativo ricordare come Terzani dichiarasse, con la massima disinvoltura, il modo in cui si era costruito un&#8217;intera teoria circa i presunti [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" alt="" src="http://www.zam.it/images/5803/1.jpg" width="260" height="320" />di comidad</p>
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<div>L&#8217;assegnazione del premio Tiziano Terzani al finanziere George Soros possiede una sua intrinseca logica, dato che l&#8217;attività giornalistica di Terzani ha rappresentato un fattore di notevole confusione negli anni &#8217;70 e &#8217;80. Può essere indicativo ricordare come <a href="http://www.youtube.com/watch?v=k6OECTVkCUM" target="_blank">Terzani dichiarasse</a>, con la massima disinvoltura, il modo in cui si era costruito un&#8217;intera teoria circa i presunti moventi utopistici dei massacri commessi dal regime di Pol Pot in Cambogia; una teoria poi affermatasi come luogo comune inattaccabile. Terzani avrebbe ottenuto questo risultato sulla base di una singola frase all&#8217;interno di una breve intervista rilasciatagli dal ministro degli Esteri del governo cambogiano dell&#8217;epoca.<br />
In realtà è cosa sin troppo comune confondere le acque sparando frasi ad effetto e slogan idealistici per nascondere motivazioni opportunistiche, meschine o addirittura abiette. Ne sa qualcosa proprio il &#8220;filantropo&#8221; Soros, il quale ha contribuito anche lui a creare confusione scrivendo un libro sulla crisi, con una particolare attenzione alla questione europea. Soros ha palesato nel libro le sue superiori doti intellettuali, esibendosi in intuizioni fulminanti e originali, come quella secondo cui il progetto monetario dell&#8217;euro presentava contraddizioni sin dall&#8217;inizio. Certo, chi ci avrebbe mai pensato.<br />
Ma l&#8217;ingegnosità di Soros è andata ben oltre. A chi gli contestava le sue responsabilità nell&#8217;attacco speculativo alla lira nel 1992, Soros ha risposto che: «La crisi non è degli speculatori, ma sono le norme dei governi a rendere possibili gli speculatori come messaggeri di cattive notizie». Quindi la speculazione finanziaria potrebbe rientrare tra i lavori socialmente utili.<br />
Su &#8220;Il Fatto Quotidiano&#8221; del 13 maggio, in soccorso delle tesi di Soros è arrivato addirittura l&#8217;economista di &#8220;opposizione&#8221; Alberto Bagnai, a ribadire le esclusive responsabilità della politica nella sopravvalutazione della lira che rese possibile la speculazione del &#8217;92. La sortita di Bagnai appare però eccessivamente ingenua e imprudente nel momento in cui, nell&#8217;attuale governo italiano, si riscontra la presenza di una lobbista dello stesso Soros, cioè la ministra degli Esteri Emma Bonino.<br />
Soros però non si è mai accontentato di agire soltanto attraverso il lobbying, ed ha assunto spesso un ruolo politico diretto. Non c&#8217;è neppure bisogno di ipotesi di complotto, dato che le operazioni politiche di Soros sono del tutto manifeste, persino ostentate. Nel 1997 Soros, con la sua Open Society Foundation, era in prima linea nella destabilizzazione della Serbia. Le fondazioni private costituiscono uno strumento di penetrazione imperialistica di tipo nuovo e sofisticato, in grado di distruggere le società attraverso il colonialismo di una pseudo-beneficenza che è, in realtà, un veicolo di corruzione e di affarismo. L&#8217;impegno di Soros per portare la &#8220;democrazia&#8221; in Serbia, fu propagandato con entusiastici toni celebrativi in un <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1997/01/05/miliardi-di-soros-sostengono-la-rivolta.html" target="_blank">articolo de &#8220;La Repubblica&#8221;</a> dell&#8217;epoca, dal titolo esplosivo: &#8220;I miliardi di Soros sostengono la rivolta&#8221;.<br />
L&#8217;anno dopo Soros, insieme con la Bonino, era a Dakar per sostenere la <a href="http://archiviostorico.corriere.it/1998/febbraio/06/Soros_Bonino_tribunale_mondiale_co_0_9802068717.shtml" target="_blank">fondazione della Corte penale per i crimini di guerra</a>, che avrebbe avuto poi sede all&#8217;Aja, in modo da creare nella pubblica opinione un&#8217;opportuna confusione con l&#8217;altro Tribunale, quello dell&#8217;ONU, situato nella stessa città. Quindi Soros, mentre destabilizzava, la Serbia, già si preoccupava di istituire il tribunale con cui avrebbe fatto processare e condannare i leader serbi da lui abbattuti. Un uomo previdente.<br />
Questa corte penale è uno strumento della NATO, ma a scanso di pericoli, il Paese che commette più crimini di guerra, cioè gli USA, non la riconoscono, in modo da non rischiare di essere continuamente denunciato presso di essa. Nelle sedi NATO Soros è regolarmente accolto con gli onori di un capo di Stato, anzi, molto meglio di tanti capi di Stato. Soros può permettersi di andare alla NATO a discutere e pianificare sulle sorti non solo dell&#8217;Europa dell&#8217;Est, ma del mondo intero, dato che la sua fondazione agisce e mesta dappertutto, anche se con gradi diversi di influenza. Non vi è nulla di segreto a riguardo, poichè è lo stesso <a href="http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;sl=en&amp;u=http://www.nato.int/cps/en/SID-D4458380-127877AC/natolive/news_17918.htm&amp;prev=/search%3Fq%3Dsoros%2Bnato%2Botan%26hl%3Dit%26biw%3D960%26bih%3D493" target="_blank">sito della NATO</a> ad informarci dettagliatamente sul ruolo atlantico di Soros, definito il &#8220;benefattore&#8221;.<br />
Durante la manifestazione di Dakar del &#8217;98 pro Corte penale internazionale, Emma Bonino fece appello anche al miliardario Bill Gates per ottenere il suo appoggio nell&#8217;iniziativa. Le cronache successive non permettono di stabilire con certezza se questo appoggio vi sia stato, però vi è certamente un campo in cui la collaborazione fra Soros, Gates e la Bonino va a pienissimo regime, e cioè gli OGM. Se la Bonino è una semplice lobbista (almeno per ciò che ne sappiamo), Soros e Gates sono invece fra i principali azionisti della Monsanto, la più tentacolare e aggressiva delle multinazionali del transgenico. La Bill &amp; Melinda Gates Foundation &#8211; la più grande fondazione privata del mondo &#8211; non è soltanto l&#8217;istituzione che maggiormente spinge per l&#8217;adozione del geneticamente modificato in agricoltura, ma si è fatta notare anche per i suoi massicci acquisti di azioni Monsanto. I legami finanziari tra Gates e la Monsanto hanno messo in evidenza un clamoroso conflitto di interessi, segnalato anche dal quotidiano britannico <a href="http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;sl=en&amp;u=http://www.guardian.co.uk/global-development/poverty-matters/2010/sep/29/gates-foundation-gm-monsanto&amp;prev=/search%3Fq%3Dbill%2Bgates%2Bmonsanto%2Binvestments%26hl%3Dit%26biw%3D960%26bih%3D493" target="_blank">&#8220;The Guardian&#8221;</a>.<br />
Neppure i continui acquisti di azioni Monsanto da parte di Soros costituiscono un mistero, anzi, le notizie si possono trovare tranquillamente nei <a href="http://blogs.wsj.com/marketbeat/2010/11/16/george-soros-whats-his-fund-been-buying/" target="_blank">notiziari finanziari</a>. Le due principali fondazioni private del mondo agiscono quindi come una falange compatta, non solo dal punto di vista politico, ma anche da quello finanziario.<br />
Con il passare del tempo, il prestigio scientifico e tecnologico degli OGM tende sempre più a decadere, mentre si rivela il loro carattere meramente truffaldino. Infatti gli OGM spesso non rappresentano vere innovazioni tecnologiche, ma solo espedienti per realizzare dei brevetti che permettano di monopolizzare determinate sementi. Ovviamente tutto questo non potrebbe avvenire senza la complicità e la corruzione delle autorità preposte al controllo dell&#8217;agricoltura. In Europa il lobbying OGM è in piena attività, e l&#8217;aver inserito la Bonino nel governo italiano è certamente un punto a suo favore. Viste le protezioni internazionali di cui beneficia la Bonino, non ci sarebbe da sorprendersi se di qui a poco ce la ritrovassimo davvero alla Presidenza della Repubblica. A sostegno della reputazione di progressista di Soros, molti ricordano il suo impegno per la legalizzazione della marijuana. Soros è effettivamente il <a href="http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;sl=en&amp;u=http://www.guardian.co.uk/politics/2010/oct/26/soros-marijuana-donation&amp;prev=/search%3Fq%3Dgeorge%2Bsoros%2Bmarijuana.cannabis%26hl%3Dit%26biw%3D960%26bih%3D493" target="_blank">maggior finanziatore</a> delle associazioni impegnate a chiedere la legalizzazione della cannabis.<br />
Questo interesse di Soros per la legalizzazione della marijuana potrebbe però essere spiegato considerando il business che costituirebbe il monopolio di una cannabis geneticamente modificata, e quindi brevettata. In base alle informazioni fornite dagli inquirenti, questo tipo di cannabis già esiste. Lo scorso anno il quotidiano &#8220;Il Sole &#8211; 24 ore&#8221; dava la notizia di un <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-06-19/bologna-sequestrati-marijuana-143322.shtml?uuid=Ab0vkvuF" target="_blank">mega-sequestro di marijuana OGM</a> proveniente dall&#8217;Albania.<br />
Del tutto casualmente, <a href="http://www.opensocietyfoundations.org/about/offices-foundations/open-society-foundation-albania" target="_blank">l&#8217;Albania è sotto la tutela</a> della &#8220;Open Society Foundation&#8221; di Soros, che si adopera anche per far ammettere questo Paese nell&#8217;Unione Europea.</div>
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<div>Fonte: <a href="http://www.comidad.org/dblog/articolo.asp?articolo=549">http://www.comidad.org/dblog/articolo.asp?articolo=549</a></div>
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		<title>L’arte della guerra. Siria: la Nato mira al gasdotto</title>
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		<pubDate>Fri, 24 May 2013 08:30:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Siria]]></category>

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		<description><![CDATA[Di Manlio Dinucci Global Research, October 16, 2012 ilmanifesto.it La dichiarazione di guerra oggi non si usa più. Per farla bisogna però ancora trovare un casus belli. Come il proiettile di mortaio che, partito dalla Siria, ha provocato 5 vittime in Turchia. Ankara ha risposto a cannonate, mentre il parlamento ha autorizzato il governo Erdogan a [...]]]></description>
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<div>Di <a title="Posts by Manlio Dinucci" href="http://www.globalresearch.ca/author/manlio-dinucci">Manlio Dinucci</a></div>
<div>Global Research, October 16, 2012</div>
<div><a href="http://www.ilmanifesto.it/" target="_blank">ilmanifesto.it</a></div>
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<div><img class="alignleft" title="Gazoduc Syrie" alt="Gazoduc Syrie" src="http://www.globalresearch.ca/wp-content/uploads/2012/10/Gazoduc-Syrie.jpg" width="369" height="249" /></div>
<p>La dichiarazione di guerra oggi non si usa più. Per farla bisogna però ancora trovare un casus belli. Come il proiettile di mortaio che, partito dalla Siria, ha provocato 5 vittime in Turchia. Ankara ha risposto a cannonate, mentre il parlamento ha autorizzato il governo Erdogan a effettuare operazioni militari in Siria. Una cambiale in bianco per la guerra, che la Nato è pronta a riscuotere. Il Consiglio atlantico ha denunciato «gli atti aggressivi del regime siriano al confine sudorientale della Nato», pronto a far scattare l’articolo 5 che impegna ad assistere con la forza armata il paese membro attaccato. Ma è già in atto il «non-articolo 5» – introdotto durante la guerra alla Iugolavia e applicato contro l’Afghanistan e la Libia – che autorizza operazioni non previste dall’articolo 5, al di fuori del territorio dell’Alleanza. Eloquenti sono le immagini degli edifici di Damasco e Aleppo devastati con potentissimi esplosivi: opera non di semplici ribelli, ma di professionisti della guerra infiltrati. Circa 200 specialisti delle forze d’élite britanniche Sas e Sbs – riporta il Daily Star – operano da mesi in Siria, insieme a unità statunitensi e francesi.</p>
<p>La forza d’urto è costituita da una raccogliticcia armata di gruppi islamici (fino a ieri bollati da Washington come terroristi) provenienti da Afghanistan, Bosnia, Cecenia, Libia e altri paesi. Nel gruppo di Abu Omar al-Chechen – riferisce l’inviato del Guardian ad Aleppo – gli ordini vengono dati in arabo, ma devono essere tradotti in ceceno, tagico, turco, dialetto saudita, urdu, francese e altre lingue. Forniti di passaporti falsi (specialità Cia), i combattenti affluiscono nelle province turche di Adana e Hatai, confinante con la Siria, dove la Cia ha aperto centri di formazione militare. Le armi arrivano soprattutto via Arabia Saudita e Qatar che, come in Libia, fornisce anche forze speciali. Il comando delle operazioni è a bordo di navi Nato nel porto di Alessandretta. Intanto, sul monte Cassius a ridosso della Siria, la Nato sta costruendo una nuova base di spionaggio elettronico, che si aggiunge a quella radar di Kisecik e a quella aerea di Incirlik. A Istanbul è stato aperto un centro di propaganda dove dissidenti siriani, formati dal Dipartimento di stato Usa, confezionano le notizie e i video che vengono diffusi tramite reti satellitari. La guerra Nato contro la Siria è dunque già in atto, con la motivazione ufficiale di aiutare il paese a liberarsi dal regime di Assad. Come in Libia, si è infilato un cuneo nelle fratture interne per far crollare lo stato, strumentalizzando la tragedia delle popolazioni travolte. Lo scopo è lo stesso: Siria, Iran e Iraq hanno firmato nel luglio 2011 un accordo per un gasdotto che, entro il 2016, dovrebbe collegare il giacimento iraniano di South Pars, il maggiore del mondo, alla Siria e quindi al Mediterraneo. La Siria, dove è stato scoperto un altro grosso giacimento presso Homs, può divenire un hub di corridoi energetici alternativi a quelli attraverso la Turchia e altri percorsi, controllati dalle compagnie statunitensi ed europee. Per questo si vuole colpire e occupare. Lo hanno chiaro, in Turchia, i 129 deputati (un quarto) contrari alla guerra e le migliaia di dimostranti con lo slogan «No all’intervento imperialista in Siria». Quanti italiani lo hanno chiaro, nel parlamento e nel paese?</p>
<p><strong>Manlio Dinucci</strong></p>
<p><strong>martedì 9 ottobre 2012</strong></p>
<p>Link: <a href="http://www.globalresearch.ca/larte-della-guerra-siria-la-nato-mira-al-gasdotto/5308518">http://www.globalresearch.ca/larte-della-guerra-siria-la-nato-mira-al-gasdotto/5308518</a></p>
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		<title>L’intervento di Sibilia che non va giù agli “economisti a 5 stelle”</title>
		<link>http://cogitoergo.it/?p=21263</link>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2013 08:30:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Signoraggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Non più tardi di ieri il cittadino Carlo Sibilia in parlamento “picchia” tutti con questo straordinario intervento: Finalmente un cittadino rappresentante del Movimento 5 Stelle in parlamento affronta IL tema principale per la fuoriuscita dalla crisi: la PROPRIETA’ DELLA MONETA. Poteva mettere d’accordo finalmente tutti? Così sembrava, ha convinto anche il sottoscritto che è davvero molto scettico nei [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div>
<p>Non più tardi di ieri il cittadino Carlo Sibilia in parlamento “picchia” tutti con questo straordinario intervento:</p>
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<p>Finalmente un cittadino rappresentante del Movimento 5 Stelle in parlamento affronta<b> IL </b>tema principale per la fuoriuscita dalla crisi: la <b>PROPRIETA’ DELLA MONETA</b>.<br />
Poteva mettere d’accordo finalmente tutti?<br />
Così sembrava, ha convinto anche il sottoscritto che è davvero molto scettico nei confronti del M5S e dei suoi argomento ma un intervento di tale portata non può non essere condiviso da tutti, vero?</p>
<p><b>Falso!</b></p>
<p>Incredibilmente la critica a Sibilia arriva proprio dall’interno del M5S, precisamente dal blog: “<i><a href="http://www.economia5stelle.it/attivisti/carlo-sibilia-e-il-signoraggio-bancario/" target="_blank">economia a 5 stelle</a></i>” che non è un blog ufficiale del Movimento ma è pur sempre un blog, come dice la dicitura in testata, fatto dagli attivisti dello stesso.<br />
Tal Mattia Corsini nell&#8217;articolo: &#8220;Carlo Sibilia e il signoraggio bancario&#8221;  sostiene che l’intervento abbia delle inesattezze e cita il professor Giacinto Auriti in questa frase: “ <strong>La teoria di Auriti non è mai stata valida</strong>.”<br />
Nonstante in qualche passaggio sia in linea con Sibilia stupisce la “demolizione” del professore Auriti che arriva più puntuale di un orologio svizzero.<br />
Probabilmente le lacune in materia giuridica le ha proprio l’autore di questo articolo che invitiamo a comprare per la modica cifra di 8 Euro una delle opere principali di Auriti: “il valore del diritto” e magari se ne ha altri 8 “l’ordinamento del sistema monetario internazionale”. Se 16 euro sono troppi e il sig. Corsini vuole contattarmi sarò ben felice di regalare a lui questi libri in formato pdf, sia mai che colmi le sue lacune!<br />
Aspettandoci ora una forte smentita da parte del blog di Beppe Grillo sull’infelice uscita degli “<i>economisti a 5 stelle</i>” così come avvengono smentite ogni giorno sul blog per qualsiasi articolo che mini l’integrità del Movimento.</p>
<p>Ricordiamo, infine,  che le “<i>teorie</i>” non sono mai state tali ma sono delle realtà giuridiche che il professor Auriti ha ben dimostrato nel corso degli anni.<br />
Ci permettiamo di consigliare a tutti gli “<i>economisti a 5 stelle</i>” di smetterla di propagandare la MMT sotto falso nome e di uscire allo scoperto, magari con un confronto pubblico a Milano, anche in piazza, in mezzo alla gente e magari pure in diretta streaming.</p>
<p>Noi ci saremo.</p>
<p>Bravo Carlo Sibilia, continua così!</p>
<p>Cito una sua frase: &#8220;Noi non molliamo! Questi messaggi vanno oltre ogni simbolo e storia politica!&#8221;</p>
<div><a href="http://3.bp.blogspot.com/-qvw7hQVacbU/UZzy0sBU9EI/AAAAAAAAAyI/r172oAPqRv0/s1600/534914_583222698372154_1015884548_n.jpg"><img alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-qvw7hQVacbU/UZzy0sBU9EI/AAAAAAAAAyI/r172oAPqRv0/s1600/534914_583222698372154_1015884548_n.jpg" border="0" /></a></div>
<p>Restiamo umani.</p>
</div>
<p>Fonte: <a href="http://il-bisbetico.blogspot.it/2013/05/lintervento-di-sibilia-che-non-va-giu.html?showComment=1369258747304">http://il-bisbetico.blogspot.it/2013/05/lintervento-di-sibilia-che-non-va-giu.html?showComment=1369258747304</a></p>
<div></div>
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		<title>L’Unione Europea finanzia il vino di D’Alema con 57.000 €</title>
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		<pubDate>Tue, 21 May 2013 18:30:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Capitalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>

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		<description><![CDATA[I precedenti proprietari non erano mai riusciti ad ottenere i fondi UE. Massimo D’Alema produce vino (e lo chiama “Sfide”). Si tratta di un Cabernet, prodotto in 3mila bottiglie, proveniente dai vigneti della tenuta acquistata in Umbria nel 2009. Paolo Catania su Libero ha ricostruito l’intera vicenda, e ha scoperto che per la produzione di vino l’ex premier gode [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div>
<p><strong>I precedenti proprietari non erano mai riusciti ad ottenere i fondi UE.</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.signoraggio.it/wp-content/uploads/2013/05/massimo-dalema1.jpg"><img class="alignleft" alt="massimo dalema" src="http://www.signoraggio.it/wp-content/uploads/2013/05/massimo-dalema1.jpg" width="240" height="174" /></a>Massimo D’Alema </strong>produce vino (e lo chiama “Sfide”). Si tratta di un Cabernet, prodotto in 3mila bottiglie, proveniente dai vigneti della tenuta acquistata in Umbria nel 2009. <strong>Paolo Catania</strong> <a href="http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/il-brunello-di-montebaffino-il-mago-dalemix-con-i-figli-francesco-e-giulia-si-16638.htm" target="_blank"><strong>su Libero</strong></a> ha ricostruito l’intera vicenda, e ha scoperto che per la produzione di vino l’ex premier gode di un finanziamento europeo di 57.000€. Uno tra i più alti.</p>
<blockquote><p><em>I vitigni sono stati impiantati la settimana scorsa e ieri c’è stata la prima irrigazione. L’azienda vinicola ha preso il via e già domani – si dice – <strong>Massimo D’Alema</strong> arriverà a Otricoli per vedere di persona come procedono le operazioni che da qui a cinque anni metteranno in bottiglia il suo rosso doc.</em></p>
<p><strong>Suo ma con i fondi della Comunità europea</strong> che gli sono stati erogati tramite la Regione, “rossa” anch’essa. Il 5 maggio scorso, infatti, l’ente ha elargito 57.500 euro alla società dei figli di Baffino: il terzo contributo economico su 74 aziende agricole. Nel paese di duemila anime non si parla d’altro: il presidente del Copasir ha deciso di realizzare in Umbria l’altro sogno (dopo la barca a vela), quello di produrre vino.</p>
<p><em>La Società “La Madeleine” aveva già chiesto i fondi europei per l’agricoltura, ma nel 2005 <strong>le furono negati</strong>. All’epoca la proprietà era puramente bergamasca, che ha ceduto le prime quote solo nell’ottobre 2008. Nel maggio scorso, invece, i soldi sono arrivati: 57.500 euro, una delle cifre più alte del prospetto. Di più hanno ottenuto solo la “Antinori società agricola” e la “Fondazione per l’istruzione agraria di Perugia”.</em></p>
<p>Fonte: <a href="http://www.cadoinpiedi.it/2013/05/20/lunione_europea_finanzia_il_vino_di_dalema_con_57000.html" target="_blank">cadoinpiedi.it</a></p></blockquote>
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